Cambiamento climatico in Italia

Rocking on the Acqua alta, https://www.flickr.com/photos/chrischabot/8380961561

(Rocking on the Acqua alta, https://www.flickr.com/photos/chrischabot/8380961561)

 

L’Italia è un paese con alte emissioni di gas serra. Nel 2018 si stima che l’Italia abbia prodotto l’equivalente di 407 Megatoni di CO2 in emissioni[1]. È tra i maggiori emettitori di gas serra dell’Unione Europea risultando al 5° posto in Europa (5,1%)[2] .

  • Il settore energetico è la più grande fonte di emissioni di gas serra, dato che la fonte primaria di energia in Italia è costituita dai combustibili fossili.
  • Il secondo settore più grande è quello dei trasporti, anche se recentemente il governo ha investito nella mobilità sostenibile.
  • Il settore dell’edilizia è il terzo più grande.

Geograficamente, l’Italia si trova in una zona identificata come particolarmente vulnerabile al cambiamento climatico, nonostante non sia così vulnerabile rispetto ad altre parti del mondo.

Cafe chairs and tables are submerged in high water in St. Mark’s Square after the water level reached a peak of 144 cm (4.70 feet), https://www.flickr.com/photos/jedimentat/7557250148/

Tuttavia, è colpita in diversi modi dal cambiamento climatico, come la scarsità d’acqua, le inondazioni e le ondate di calore. Uno degli impatti più gravi sono le inondazioni, che colpiscono la maggior parte delle città italiane e sono causate principalmente dalle forti piogge. Una delle recenti inondazioni più significative che si è verificata negli ultimi due anni è stata quella di Venezia, una delle città italiane più colpite dall’innalzamento del livello del mare e dalle inondazioni. [3] Questo fenomeno è noto come “Acqua Alta”, che consiste da eventi di marea. Nel 2019 Venezia ha raggiunto la marea più alta degli ultimi 50 anni. [4]

 

Al contrario, la carenza d’acqua sta colpendo soprattutto il Sud Italia. Questo ha un impatto sull’agricoltura, con l’aumento delle temperature che riduce le rese e la qualità di molte colture. Negli ultimi anni, le ondate di calore sono diventate più frequenti ed estreme, soprattutto in estate. Questo sta causando un rischio maggiore per gli anziani e i bambini, e altre persone vulnerabili nelle comunità[5].

 

L’Italia è membro dell’Unione Europea, che nel 2019 ha approvato il Green Deal in risposta ai cambiamenti climatici. Questo accordo prevede misure che vanno dal taglio delle emissioni di gas serra, agli investimenti in ricerca e innovazione all’avanguardia, al fine di preservare l’ambiente naturale europeo e raggiungere la neutralità climatica entro il 2050. L’UE intende inoltre tagliare il 55% delle emissioni di gas a effetto serra entro il 2030.

 

L’Italia ospiterà la Pre-COP e lo Youth Summit nel 2021[6]. L’Italia ospiterà la Pre-COP e lo Youth Summit nel 2021. Come tale, sarà essenziale per l’Italia incoraggiare la partecipazione dei giovani nel processo decisionale. Essi potranno essere parte dello sviluppo di strategie di mitigazione e adattamento ai cambiamenti climatici, e incoraggiare i paesi di tutto il mondo a fissare obiettivi più ambiziosi e attuare politiche per superare questa emergenza. L’Italia ha recentemente sviluppato un Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza (PNRR)[7], che delinea piani di investimento nel settore del trasporto pubblico (uno dei settori a più alta emissione), nella gestione dei rifiuti e in un’economia circolare, con tutte queste strategie volte a raggiungere una transizione più inclusiva ed equa.

Climate Justice For All (in italiano giustizia climatica per tutte e tutti)  crede che l’Italia si debba assumere l’impegno, come paese ad alte emissioni, di ascoltare e agire per sostenere chi è in prima linea in questa emergenza. Crediamo che, oltre a questo, sia necessario creare uno spazio più inclusivo e intergenerazionale dove tutti possano essere parte di questo cambiamento.

 

[1] https://www.climatewatchdata.org/ghg emissions?breakBy=sector&chartType=area&end_year=2018&gases=all-ghg&regions=ITA&sectors=agriculture%2Cbunker-fuels%2Cindustrial-processes%2Cland-use-change-and-forestry%2Cwaste%2Cbuilding%2Celectricity-heat%2Cfugitive-emissions%2Cmanufacturing-construction%2Cother-fuel-combustion%2Ctransportation&source=CAIT&start_year=1990

[2] https://www.climatewatchdata.org/ghg-emissions?breakBy=countries&chartType=line&end_year=2018&gases=all-ghg&regions=ECA&sectors=agriculture%2Cbunker-fuels%2Cindustrial-processes%2Cland-use-change-and-forestry%2Cwaste%2Cbuilding%2Celectricity-heat%2Cfugitive-emissions%2Cmanufacturing-construction%2Cother-fuel-combustion%2Ctransportation&source=CAIT&start_year=1990

[3] https://www.bbc.com/news/world-europe-50401308

[4] https://www.bbc.com/news/world-europe-50401308

[5] https://www.cmcc.it/wp -content/uploads/2020/09/en_EXECUTIVE_SUMMARY_CMCC_climate_RISK_in_ITALY.pdf

[6] https://www.minambiente.it/pagina/milan-pre-cop

[7]https://www.governo.it/sites/governo.it/files/PNRR_0.pdf